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sabato 29 novembre 2014

Dal Massachusetts

E, visto che ultimamente ci siamo occupati di poesia, andiamo a scoprire (od a riscoprire), oggi, una poetessa americana.
Il linguaggio è semplice ed accattivante, lo stile di vita appartato...

I might be lonelier
Without the Loneliness -
...

Sarei forse più sola
senza la Solitudine
.

Quelli che hanno avuto la fortuna di studiare la letteratura internazionale al Liceo avranno indovinato...E' proprio Emily Dickinson! E riprendendo in mano una raccolta delle sue poesie, si ha modo di apprezzare sia lo stile che le cose che ci insegna...

E cominciamo da uno dei suoi versi più celebri...

Tell all the truth but tell it slant —
...
The Truth must dazzle gradually
Or every man be blind —

Dì tutta la verità ma dilla in prospettiva
....
La verità deve abbagliare gradualmente
oppure ogni uomo sarebbe cieco

Già, pochi amano incondizionatamente la verità... E vediamo cosa ci dice, inoltre, a proposito del successo, divenuto, ormai, un “must” a tutti i costi..

Success is counted sweetest
By those who ne'er succeed.
To comprehend a nectar
Requires sorest need.
.

Il Successo è percepito dolcissimo
da quelli che non hanno mai avuto successo.
Per apprezzare un nettare
ci vuole un dolorosissimo bisogno..
.

Ed ecco spiegato, quindi, il rapporto tra “vincitori” e “vinti”, tra coloro che sono sotto la luce dei riflettori e coloro che sembrano pendere dalle loro labbra.
E chi non vorrebbe che certi periodi felici durassero in eterno, e che le persone che amiamo non ci lasciassero mai?

Forever — is composed of Nows —
‘Tis not a different time —
...

Per sempre è fatto di adesso
non è un tempo diverso
...

Già, non dobbiamo cercare le cose dove non le troveremo mai. “Per sempre” è ogni momento. E la Dickinson ci dice anche che:
.
The abdication of Belief
Makes the Behavior small—
Better an ignis fatuus
Than no illume at all.

La rinuncia ad un Credo
rende i Comportamenti “piccoli piccoli”
Meglio un fuoco fatuo
che nessuna luce.

Ossia: non credere in nulla, da un lato, ci pone al riparo dalle delusioni ma, dall'altro, svuota la nostra dignità.


domenica 23 novembre 2014

Frost at midnight - Gelo a mezzanotte


Quando la rabbia non ne può più ed esce di casa, quando due parti si contrappongono e volano parole grosse, si scontrano anche due visioni diverse della società? E sono diverse le speranze e le paure di quelli che stanno da una parte, dalle speranze e dalle paure di quelli che stanno dall'altra? Forse non sono poi tanto diverse. Vediamo cosa ci dice, in proposito, una nostra conoscenza, il poeta Samuel Taylor Coleridge. La poesia è, per l'appunto,“Frost at midnight” ("Gelo a mezzanotte") e ve la riporto tutta.

The Frost performs its secret ministry, Il gelo compie il suo segreto ministero
Unhelped by any wind. The owlet's cry Senza l'aiuto di un vento. Il grido del gufo
Came loud—and hark, again! loud as before. Si levò alto – e ascolta, di nuovo! Alto come prima
The inmates of my cottage, all at rest, Gli abitanti della mia casa, stanno tutti riposando
Have left me to that solitude, which suits E mi hanno lasciato a quella solitudine che si addice
Abstruser musings: save that at my side Alle meditazioni più astruse: salvo che al mio fianco
My cradled infant slumbers peacefully. Il mio bimbo in culla dorme tranquillamente
'Tis calm indeed! so calm, that it disturbs C'è calma, davvero! Così tanta calma che disturba
And vexes meditation with its strange E affligge la meditazione con il suo strano
And extreme silentness. Sea, hill, and wood, ed estremo silenzio. Mare, collina e bosco
This populous village! Sea, and hill, and wood, Questo popoloso villaggio! Mare, collina e bosco,
With all the numberless goings-on of life, Con tutte le innumerevoli vicende della vita,
Inaudible as dreams! the thin blue flame Inascoltabili come i sogni! L'esile fiamma azzurra
Lies on my low-burnt fire, and quivers not; Indugia sul mio fuoco che brucia lentamente e non trema;
Only that film, which fluttered on the grate, Solo quel velo sottile, che tremava sulla grata,
Still flutters there, the sole unquiet thing. Ancora trema lì, l'unica cosa inquieta.
Methinks, its motion in this hush of nature Mi sembra che il suo moto in questo silenzio della natura
Gives it dim sympathies with me who live, Gli dia una lieve simpatia con me che vivo
Making it a companionable form, Facendone una amichevole forma,
Whose puny flaps and freaks the idling Spirit I cui deboli movimenti e stravaganze lo spirito ozioso
By its own moods interprets, every where Interpreta con i suoi umori, ovunque
Echo or mirror seeking of itself, Cercando un eco o lo specchio di sè
And makes a toy of Thought. E fa un giocattolo del Pensiero
But O! how oft, Ma! Quante volte
How oft, at school, with most believing mind, Quante volte, a scuola, con l'animo più fiducioso
Presageful, have I gazed upon the bars, Presago, ho fissato lo sguardo sulle sbarre
To watch that fluttering stranger! and as oft Per osservare quello straniero tremante! E quante volte
With unclosed lids, already had I dreamt Con gli occhi aperti avevo già sognato
Of my sweet birth-place, and the old church-tower, Il mio dolce paese natale ed il vecchio campanile
Whose bells, the poor man's only music, rang Le cui campane, la sola musica dei poveri, suonavano
From morn to evening, all the hot Fair-day, Dalla mattina alla sera, tutto il caldo giorno della Fiera
So sweetly, that they stirred and haunted me Così dolcemente, che mi rimestavano e mi perseguitavano
With a wild pleasure, falling on mine ear Con un piacere selvaggio, risuonandomi nell'orecchio
Most like articulate sounds of things to come! Come suoni più articolati di cose a venire!
So gazed I, till the soothing things, I dreamt, Così guardavo, fin quando le cose confortanti, che io sognavo,
Lulled me to sleep, and sleep prolonged my dreams! Mi cullavano per addormentarmi, ed il sonno prolungava i miei sogni!
And so I brooded all the following morn, E così rimuginavo tutto il mattino seguente,
Awed by the stern preceptor's face, mine eye Intimorito dal volto severo del maestro, i miei occhi
Fixed with mock study on my swimming book: Fissi con falso studio sul mio libro che nuotava:
Save if the door half opened, and I snatched Eccetto se la porta si apriva a metà, ed io lanciavo
A hasty glance, and still my heart leaped up, Un'occhiata veloce, e ancora il mio cuore sobbalzava,
For still I hoped to see the stranger's face, Perchè speravo di rivedere il volto dello straniero,
Townsman, or aunt, or sister more beloved, Un paesano, o mia zia, o l'amatissima sorella.
My play-mate when we both were clothed alike! Mia compagna di giochi quando eravamo vestiti uguali!
Dear Babe, that sleepest cradled by my side, Caro bambino, che dormi nella culla al mio fianco,
Whose gentle breathings, heard in this deep calm, Il cui gentile respiro, udito in questa calma profonda,
Fill up the interspersèd vacancies Riempie i vuoti sparsi
And momentary pauses of the thought! E le momentanee pause del pensiero!
My babe so beautiful! it thrills my heart Bambino mio così bello! Mi si elettrizza il cuore
With tender gladness, thus to look at thee, Di tenera contentezza, a guardarti,
And think that thou shalt learn far other lore, E a pensare che imparerai tante altre nozioni
And in far other scenes! For I was reared E in tante altre scene! Perché io sono cresciuto
In the great city, pent 'mid cloisters dim, Nella grande città, rinchiuso in oscuri chiostri,
And saw nought lovely but the sky and stars. E non ho visto nulla di bello all'infuori del cielo e delle stelle.
But thou, my babe! shalt wander like a breeze Ma tu, bambino mio! Vagherai come una brezza
By lakes and sandy shores, beneath the crags Attraverso laghi e rive sabbiose, oltre i dirupi
Of ancient mountain, and beneath the clouds, Di montagne antiche, e oltre le nubi,
Which image in their bulk both lakes and shores Che disegnano nel loro contorno sia laghi che rive
And mountain crags: so shalt thou see and hear Che montagne sporgenti; così tu vedrai ed ascolterai
The lovely shapes and sounds intelligible Le forme armoniose ed i suoni intellegibili
Of that eternal language, which thy God Di quel linguaggio eterno, che il tuo Dio
Utters, who from eternity doth teach Pronuncia, colui che dall'eternità insegna
Himself in all, and all things in himself. Se stesso in tutte le cose, e tutte le cose in se stesso.
Great universal Teacher! he shall mould Grande Maestro universale! Egli modellerà
Thy spirit, and by giving make it ask. Il tuo spirito e dando farà che esso chieda.
Therefore all seasons shall be sweet to thee, Perciò tutte le stagioni saranno dolci per te
Whether the summer clothe the general earth Sia che l'estate rivesta la terra intera
With greenness, or the redbreast sit and sing Di verde, o il pettirosso si posi e canti
Betwixt the tufts of snow on the bare branch Tra i fiocchi di neve sul ramo nudo
Of mossy apple-tree, while the nigh thatch Del melo ricoperto di muschio, mentre il vicino tetto di paglia
Smokes in the sun-thaw; whether the eave-drops fall Fuma nel sole che disgela; sia che cadano gocce di grondaia
Heard only in the trances of the blast, Udite solo nelle pause della tempesta di vento,
Or if the secret ministry of frost O se il segreto ministero del gelo
Shall hang them up in silent icicles, Le appenderà in silenziosi ghiaccioli
Quietly shining to the quiet Moon. Quietamente scintillanti alla quieta Luna.


Sembra scritta ieri, ma è del 1798:  Coleridge, cresciuto in una grande città, sognava un futuro diverso e più bello per suo figlio, con meno grigio, meno grate e meno solitudine.    

Post collegati:  Kubla Khan 

mercoledì 12 novembre 2014

Femme fatale

Continuiamo a parlare di incantatrici e approfittiamo dell'occasione per incontrare, nel nostro andare, un  grande poeta italiano, Giovanni Pascoli.
I miei ricordi di Pascoli sono legati principalmente agli anni delle scuole elementari, mentre negli anni delle scuole medie e del liceo era passato un po' in sordina.
Tornai a leggerlo, per conto mio, quando già frequentavo l'Università e qualche giorno fa, per caso, mi è capitata tra le mani una raccolta delle sue poesie. Mi sono chiesto, allora, perché, al contrario di altri grandi della nostra letteratura che mi sono dovuto sorbire in tutte le salse, Pascoli era stato trattato "en passant".
E' un poeta sicuramente difficile, ma bisogna dedicargli lo spazio che merita.
E allora proviamo a conoscerlo un po' meglio, aggiungendo, innanzitutto, qualche nota biografica. 
Durante gli anni dell'università, era vicino al movimento anarco-socialista e fu arrestato e processato. Si dedicò poi all'insegnamento del latino e del greco nei licei. E allora, andiamo a lezione  e, visto che avevamo deciso di parlare di incantatrici, ecco la numero 1 in assoluto, la maga Circe.
Da Catullocalvos - Satura, di G. Pascoli (già, scriveva poesie anche in latino!):

VII Circe
Ut Sole nata Circe semel adtigit oculis
heroa, subitus aegros amor inpulit animos;
itaque ad pedes viri amens provolvitur; ab eo,

prensis genubus, amorem petit anxia misere.
Quid alumnus ibi Iovis, quid populator urbium?
Simul undique pepulit lux umbras nova resides,
socii ducem foventes calida stabula sues
limis vident Ulixen fera per nemora gradi

Comes est itineris illi vaga cerva pede levi.
Hanc virgula cohercens, quocumque cupit, agit,
quae virgula sociorum male terga tetigerat.
Cicuresque iam leones domitique modo lupi
surgunt eramque longis ululatibus agitant.

Come Circe, nata dal Sole, una volta ebbe raggiunto con gli occhi
l'eroe, improvviso amore scosse l'animo turbato;
e così, folle, si prostra ai piedi dell'uomo; da quello,
afferrate le ginocchia, supplica disperatamente amore.

Che, ordunque, discepolo di Giove, che devastatore di città?
Allo stesso tempo ovunque una nuova luce cacciò le ombre immobili,
i compagni rintanati nelle calde stalle maiali
nel fango vedono il loro re Ulisse camminare per i boschi incolti

Gli è compagna nel cammino una cerva errante dal pie' leggero.
Costringendola all'obbedienza con una verghetta la conduce dovunque gli piaccia
la stessa verghetta che aveva toccato dolorosamente le spalle dei compagni.
Leoni mansueti e lupi domestici si levano e
inseguono con lunghi ululati la padrona.
 
Chi di seduzione ferisce...

domenica 9 novembre 2014

Al mercato

Vi piacciono i mercati? Immagino di sì, e allora andiamo a visitare il mercato per eccellenza, l'agorà di Atene, in compagnia, questa volta, del poeta comico Eubulo  (IV secolo a.C.).

Ἐν τῷ γὰρ αὐτῷ πάντα τὰ ἀγαθὰ ὁμοῦ πωλεῖται ἐν ταῖς Ἀθήναις· σῦκα͵ βότρυς, μῆλα͵ μάρτυρες͵ ῥόδα, ἐρέβινθοι͵ δίκαι, μύρτα͵ κληρωτήρια͵ ἄρνες͵ κλεψύδραι͵ νόμοι καὶ γραφαί.

Infatti, ad Atene, tutti i beni si vendono contemporanemente nello stesso luogo: fichi, uva, mele, testimoni, rose, ceci, processi, mirto, estrazioni a sorte (dei magistrati), agnelli, clessidre, leggi ed accuse.

Già, corrotti e corruttori ci sono sempre stati, così come l'irresistibile tentazione di ridere della decadenza dei costumi della società a cui si appartiene. Oggi, poi, grazie ad Internet e alla possibilità di effettuare delle transazioni on line, il mercato è veramente globale; saprà la satira stare al passo con i tempi?