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venerdì 12 aprile 2019

Ethical framework

Fortunatamente è Pasqua ad essere “ad portas” (e non Annibale)…. Approfittiamone, allora, per rilassarci un po’ e riflettere, innanzitutto, su due dei temi caldi di questo periodo: solidarietà e famiglia.
Cominciamo dal primo…Beh, la prima cosa che mi viene in mente, in proposito, è il celebre passo del mio evangelista preferito, Matteo:
25,40
καὶ ἀποκριθεὶς ὁ βασιλεὺς ἐρεῖ αὐτοῖς Ἀμὴν λέγω ὑμῖν, ἐφ᾽ ὅσον ἐποιήσατε ἑνὶ τούτων τῶν ἀδελφῶν μου τῶν ἐλαχίστων, ἐμοὶ ἐποιήσατε.
E rispondendo loro il re dirà: “In verità vi dico, che quanto avete fatto ad uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Alla fine, non abbiamo scelta: il voltarsi dall’altra parte, quando qualcuno è in difficoltà, non è apprezzato.
E’ la generosità ad essere apprezzata.
Passiamo, poi, all’altra eterna querelle, quella sulla famiglia “giusta”, dato che, ultimamente, tra le due parti sono volati gli stracci.
Per quanto mi riguarda, da buon “Romano de Roma”,  non posso che tener a mente il monito contenuto nella lettera che, qualche tempo fa,  Paolo di Tarso ci ha indirizzato.
Epistula ad Romanos 2,1
Propter quod inexcusabilis es, o homo omnis, qui iudicas. In quo enim iudicas alterum, teipsum condemnas; eadem enim agis, qui iudicas.
Perciò sei imperdonabile, chiunque tu sia, uomo che giudichi. Mentre giudichi, infatti, condanni te stesso; perché fai le stesse cose che condanni.
E, in effetti, quelli più feroci nei giudizi sono spesso  coloro che avrebbero di più da farsi perdonare.
Fare del proprio meglio per rimuovere delle cause di sofferenza e per evitare di generarne è sicuramente un buon punto di partenza e, considerando che siamo riusciti a non far torto né al Greco né al Latino, dobbiamo essere , per forza, sulla buona strada!!!
Teniamo a mente, ad ogni buon conto, che qualunque sia il nostro sistema di valori di riferimento, la sua finalità dovrebbe essere quella di creare un ambiente di fiducia reciproca, perché dove c’è fiducia le nostre aspettative, affettive o lavorative,  possono essere soddisfatte.

domenica 5 maggio 2013

Dimmele in greco..

Stavolta voglio prendere spunto da una conversazione avuta durante la settimana con un amico.
Non ricordo come, ad un certo punto la discussione è scivolata sulle opere di misericordia (può darsi che si stesse parlando indirettamente del "sopportare pazientemente le persone moleste [che abbondano]") ed essendo lui molto praticante, ho voluto saggiare la sua preparazione e gli ho chiesto a bruciapelo di elencarmi le 7 opere di misericordia. Lui ovviamente ha iniziato a rispondermi, ma dopo le prime iniziava a tentennare e così mi era venuto in mente uno spezzone del film "Indiana Jones e l'ultima crociata", esattamente quello in cui Indiana bambino voleva domandare una cosa all'inflessibile padre (Sean Connery)  e questi gli risponde : "Conta prima fino a 10....In greco!".
Spirito di emulazione (ma quanto ci condiziona questo cinema!!!!) e voglia di ridere insieme, avrei voluto provare a sorprendere il mio amico gelandolo con un improvviso "Dimmele in greco!", ma poi ha prevalso il rispetto per la sensibilità altrui e mi sono stato zitto.
Ok, gliele dirò io in greco, dal Vangelo di Matteo:

Va beh, per questa volta vi risparmio la traduzione alla lettera che sono solito fare: meglio uno schema riassuntivo e chiarificatore...
Le sette opere di "misericordia corporale" (vi sono anche le sette di "misericordia spirituale") sono:
  • Dar da mangiare agli affamati.
  • Dar da bere agli assetati.
  • Vestire gli ignudi.
  • Alloggiare i pellegrini.
  • Visitare gli infermi.
  • Visitare i carcerati.
  • Seppellire i morti
E per gli amanti dell'arte, c'è questo dipinto di Caravaggio a rappresentarle:

Le 7 opere di misericordia corporale - Caravaggio