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domenica 12 ottobre 2014

Ripresa economica

Va beh, non possiamo esimerci dal trattare, anche noi, uno dei temi principali di questi giorni, ossia il lavoro. E andiamo a vedere cosa ci suggerisce Socrate...
Da “I Memorabili” di Senofonte, libro II e capitolo 7:
(Facciamo prima, però, una breve introduzione: Aristarco è in difficoltà, perché dopo la rivolta della città, molti parenti hanno cercato rifugio in casa sua e adesso non riesce più a sfamarli: ci sono sempre state le “migrazioni”!!!).

Memorabili - Senofonte


Avendo ascoltato queste cose, Socrate disse: “Com'è che Ceramone, nutrendo molte persone, non solo riesce a procurare le cose necessarie per sé e per quelli, ma raccoglie tanto da essere diventato ricco, mentre tu invece nutrendo molti , hai paura , per mancanza delle cose necessarie, di andare tutti in rovina?”

“Per Zeus, quello alimenta schiavi, io uomini liberi”[Aristarco]

Già, questa è una delle argomentazioni che vengono più spesso addotte per spiegare le difficoltà a competere con chi utilizza lavoro sottopagato e con minori tutele....

Memorabili - Senofonte


“E quali pensi”- disse [Socrate]- “che siano migliori, gli uomini liberi che stanno presso di te oppure gli schiavi presso Ceramone?”

“Io ritengo”- rispose Aristarco -”migliori le persone libere presso di me”.

“E non è dunque una vergogna che quello prosperi grazie a uomini di minor pregio mentre tu, che hai gente di gran lunga migliore, sia in difficoltà?”.


Adesso Aristarco è davvero alle corde....Avere delle risorse con un alto livello di istruzione è sicuramente un fattore critico di successo. Vediamo come cerca di uscirne...

Memorabili - Senofonte


“Per Zeus, quello nutre artigiani, io uomini liberalmente educati” [Aristarco]

“Dunque”-disse [Socrate]-”quelli sono artigiani, poiché sono capaci di fare qualcosa di utile?”

“Assolutamente si” rispose [Aristarco]

“E' dunque utile la farina?” [Socrate]

“Moltissimo” [Aristarco]

“E i pani?”[Socrate]

“Niente di meno” [Aristarco]

“E i vestiti da uomo e da donna,” chiese [Socrate] “le tunichette, le clamidi e le esomidi?”

“Tutte queste cose sono molto utili” rispose Aristarco .

“Quindi” chiese [Socrate] “quelli che stanno in casa tua non sono capaci di fare nessuna di queste cose?”

“Al contrario, credo che le sappiano fare tutte” [Aristarco]


Aristarco è praticamente K.O. ….Cerca di abbozzare ancora una difesa, dicendo che è molto più semplice obbligare degli schiavi a lavorare che persuadere amici e parenti a rimboccarsi le maniche, ma Socrate lo inchioda: così dicendo, Aristarco dimostra di non voler bene né a se stesso né a loro e così prima o poi l'odio entrerà nella sua casa; vigili piuttosto affinché lavorino e così prospereranno e si ameranno di più.

Beh, le cose sono, oggigiorno, effettivamente molto più complicate, tuttavia alcune delle sue argomentazioni sono, a mio avviso, ancora interessanti.
Che ne pensate?

venerdì 19 luglio 2013

Individuo e solidarietà

Come tutti saprete, la settimana scorsa un incendio ha distrutto il “Socrate”, il liceo che ho frequentato. Decine di ricordi sono riaffiorati: soprattutto speranze e progetti, come è normale a quell'età. E quindi, per questa volta, voglio solo pensare a voce alta (anzi, sottovoce, perché non non è nelle mie corde alzare la voce, neanche quando penso), e solo qualche minuto, come si fa di solito quando si sorseggia una birra o si fuma una sigaretta, in quel piccolo spazio di intimità di cui ognuno ha bisogno e al quale ognuno ha sacrosanto diritto.
Qual è, tra gli insegnamenti ricevuti, il mio preferito? Beh, stavolta, stranamente, il dover fare una scelta non mi mette in difficoltà... Di tutte le parole dette, ascoltate o lette, quelle che non potrò dimenticare suonavano più o meno così:
“La cosa più importante che dovete imparare, in questi anni, è 'lo stare insieme tra di voi': tutto il resto non è altrettanto importante”. Ed è vero, ma è molto impegnativo. Perché siamo individui ed è giusto rivendicare e difendere la nostra unicità: l'individuo di per sé è importantissimo, vale molto di più di quello che sa o degli errori che fa. E come possono allora tanti individui stare insieme? La solidarietà è il vero collante universale. Essere convinti che i propri diritti e la propria libertà non siano una cosa diversa da quelli di chiunque altro ma che siano invece la stessa cosa è l'essenza stessa della solidarietà: se manca tale convincimento è meglio usare un'altra parola. Saper dare e saper accettare: la solidarietà è sapersi mettere sullo stesso piano e non ha spazio né per l'alterigia né per la furbizia.

Vi riporto il link del sito del “Socrate” dove troverete notizie e indicazioni su come dare una mano: notizie Liceo Classico Socrate

domenica 19 maggio 2013

La bisbetica indomabile

Visto che il precedente post su Socrate e Callia  ha divertito più di un lettore, continuiamo su questa scia e vediamo come Socrate affrontava la difficilissima prova della convivenza.
Come tutti sanno, Socrate era sposato con Santippe, una donna dal carattere impossibile. Si narra che Santippe sia stata l'unica persona che il filosofo non sia mai riuscito a far ragionare. Vediamo cosa ci racconta Diogene Laerzio, nelle sue "Vite dei filosofi"...Dal libro II :







Una volta Santippe prima lo insultò e poi gli tirò addosso dell'acqua. "Non dicevo", disse, "che il tuono di Santippe sarebbe finito in pioggia?".
A volte, a certe sfuriate, è meglio fare le spallucce... Ma andiamo avanti...











Ad Alcibiade che gli diceva come fosse insopportabile il ringhioso brontolio di Santippe,  "Ma io mi ci sono abituato", disse, "come se udissi il rumore incessante di un argano". "E tu", disse poi, "non sopporti le oche che starnazzano?" E poichè quello (Alcibiade)  rispose: "Ma a me producono uova e paperi", (Socrate) replicò: "Anche a me Santippe genera figli".

E non ce ne scordiamo! Ancora...







Una volta, avendogli la stessa strappato il mantello al mercato, i conoscenti lo incitavano a menare le mani, "Si, per Zeus", disse,"in modo che mentre noi facciamo il pugilato ciascuno di voi dica, Bravo Socrate, Brava Santippe?".

Ed è verità, bisogna diffidare dei falsi amici che ci incitano a dare contro il proprio partner...Molto spesso poi ridono alle nostre spalle. E infine...










Era solito dire, inoltre, che con una donna dal carattere  difficile [bisognava] essere come i cavalieri con i cavalli focosi:
"Come quelli", diceva, "una volta che hanno domato questi [cavalli] prevalgono facilmente sugli altri, così io abituandomi a convivere con Santippe mi troverò bene con gli altri uomini".

Già, la convivenza con una persona insopportabile come palestra per imparare a stare insieme agli altri.... E poi, che vita è senza un po' di pepe? 

venerdì 17 maggio 2013

A cena, in Grecia..

Spending review, tagli al Welfare, IMU-si oppure IMU-no (o IMU-forse), costi della politica, sostegno alle famiglie...Ormai sono queste le parole che sostanzialmente monopolizzano telegiornali e talk show.
Tuttavia di denaro si parla sin dall'antichità, a testimonianza che è un argomento sempre caldo. 
Godiamoci questa breve conversazione tra Callia, Socrate e Antistene:

L'encomio del denaro
- Ascoltate me per primo, disse Callia. Penso di essere in grado di rendere gli uomini più onesti.
E Socrate:
- Come, amico? disse.
- Dando denaro, per Zeus!
Allora Antistene, essendosi alzato, gli chiese:
- Gli uomini, o Callia, ti sembrano avere l'onestà nell'anima oppure nella borsa?
- Nell'anima, disse.
- E quindi, mettendo denaro nella borsa rendi l'anima più onesta?
-Certo.
-Come?
- Poichè sapendo che avranno le cose che necessitano, non vogliono correre pericoli facendo il male


Beh, da allora molti secoli sono passati, ma dobbiamo riconoscere che Callia è il vero profeta dello Stato Sociale....

lunedì 28 novembre 2011

Socrate


Come primo post, mi sembra doveroso recare omaggio a questo filosofo; il Liceo che ho frequentato è a lui dedicato (ricordo che il primo giorno del IV ginnasio, il preside ci regalò un libro che conteneva la biografia di Socrate e la storia, ben più recente, del nostro liceo). 
Studenti più o meno giovani conosceranno già, almeno per somme linee, la vita ed il pensiero di Socrate; vi parlerò, allora, brevemente, di Jacques-Louis David.
Questo grande artista, prima rivoluzionario e poi bonapartista, conobbe fortune alterne nel corso della sua lunga vita e morì, esule, a Bruxelles.
Tra le sue opere, c'è anche questa "Morte di Socrate": Jacques-Louis David dipinse questo quadro due anni prima della Rivoluzione Francese, quindi non poteva prevedere le vicende che avrebbe attraversato successivamente. Dopo Waterloo e la restaurazione della monarchia, al contrario di tanti altri artisti[1], che accettarono di rendere omaggio al nuovo potere pur di tornare in patria, preferì restarsene in esilio.
Un gesto degno di "Socrate", vero?

Mort de Socrates

Post collegati: Socrate e Santippe Socrate, Antistene e Callia

1  A proposito di voltagabbana, se volete divertirvi, vi consiglio "Il brindisi di Girella", di Giuseppe Giusti, dedicato al potentissimo signore di Talleyrand..