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sabato 10 agosto 2013

Un giro di vite

Parliamo adesso di Archimede inventore. Tra le tante invenzioni a lui attribuite scelgo “la vite di Archimede”, ancora in gran voga.
La macchina è costituita da una grossa vite all'interno di un cilindro. Immergendo la parte inferiore del cilindro nell'acqua e facendo ruotare la vite, viene di volta in volta raccolta una certa quantità d'acqua che viene sollevata attraverso la spirale, fino ad arrivare alla parte superiore per essere poi immagazzinata in un contenitore.
L'utilizzo principale è quello finalizzato all'irrigazione dei campi; comunque lo stesso macchinario può essere usato anche per sollevare alcuni materiali.
Ma la “vite di Archimede” è anche il pretesto per introdurre l'argomento di oggi.. Gli amanti della letteratura anglosassone avranno già indovinato grazie al titolo del post: il libro di oggi è “The Turn of the Screw” (“Il giro di vite”, per l'appunto!), di Henry James.
Storia di fantasmi, particolarmente adatta quindi alle notti d'estate trascorse in campagna o in montagna, è comunque un lavoro interessante sotto molti punti di vista.
Ma veniamo rapidamente alla trama....Una giovane precettrice, Miss Giddens, viene incaricata dell'educazione di due bambini dal loro affascinante tutore, con la singolare condizione che dovrà occuparsi da sola di tutti i problemi. Una volta arrivata a casa, nella cittadina di Bly (contea di Essex), si trova di fronte due bambini bellissimi e di intelligenza fuori dal comune: Miles e Flora, .
Ma l'entusiasmo dura poco: Miles viene cacciato da scuola e inoltre iniziano delle strane apparizioni, che vengono individuate dalla signora Grose, l'unico supporto e conforto per la povera Miss Giddens, come Miss Jessell (la precedente istitutrice dei bambini) e Peter Quint (una sorta di factotum, amante della donna), entrambi misteriosamente deceduti.
A questo punto Miss Giddens si sente in dovere di rivestire i panni dell'eroina e di proteggere i bambini da queste influenze maligne, ma forse è troppo tardi...Piano piano inizia a sospettare che in realtà i bambini sappiano più di quanto pensasse. Il finale è drammatico: Miles muore dopo un serrato confronto con Miss Giddens, determinata più che mai a scoprire la verità.
Ma qual è la verità? L'autore non lo dice, lasciando supporre tutto (o quasi) ai lettori...Perchè Miles è stato cacciato da scuola? Miles ammette solo di aver detto “alcune cose” ad altri bambini. E i fantasmi sono reali oppure è Miss Giddens ad essere un po' esaurita? Miles e Flora sono realmente posseduti dai fantasmi? Alla fine, sebbene mi sentirei di spezzare una lancia per la sfortunata Miss Giddens, ogni lettore può avere un'opinione diversa al riguardo.
E che significa “The Turn of the Screw”, cioè questo benedetto giro di vite? La risposta corretta, probabilmente, è nelle pagine del capitolo XXII, anche se, a riguardo, ci sono interpretazioni divergenti :

I could only get on at all by taking "nature" into my confidence and my account, by treating my monstrous ordeal as a push in a direction unusual, of course, and unpleasant, but demanding, after all, for a fair front, only another turn of the screw of ordinary human virtue.

Io potrei andare avanti solo portando “il naturale” dentro la mia autostima ed il mio pensiero, trattando il mio mostruoso calvario come una spinta verso una direzione insolita, naturalmente, e spiacevole, ma richiedente, dopo tutto, per un confronto equilibrato, solo un altro giro della vite della comune umana virtù.


Ed è proprio questo: la povera Miss Giddens si trova a combattere, praticamente da sola, l'irrazionale, anzi, come lei stessa dice, la sua è una lotta “contro la natura”, che la sta portando sull'orlo della follia ed in questi casi, non c'è altro rimedio: raccogliere tutte le forze, aggrapparsi alle proprie radici e prepararsi al confronto finale.
“Il giro di vite” rende bene l'idea: con il passar del tempo la nostra virtù può essersi allentata e quindi necessitare una “stretta”, i nostri valori sbiaditi e richiedere una mano di vernice.

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