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domenica 18 luglio 2021

Elegie d'estate

 -Sei un bra – ket !!!

-La tua ironia da nerd nemmeno mi sfiora : io sono in uno stato di sovrapposizione quantistica!

-Ma tu non sei il gatto di Schrödinger...E, comunque, quello è un paradosso!!!

Chi ha (oppure ha avuto!) un felino come fedele compagno di scrivania durante i propri studi sa che, prima o poi, viene quel fatidico momento in cui bisogna fare un break e giocarci: che tocchi a lui oppure a noi il ruolo del provocatore, poco importa: “the game must go on”!!!

Ed il pretesto del break di oggi è quello che ci occorre per parlare del fenomeno quantistico più romantico in assoluto: l'entanglement.

L'entanglement si ha quando gli stati quantistici di due particelle, interagenti per un certo periodo, risultano “intrecciati” ossia, anche se mettiamo le due particelle a grande distanza l'una dall'altra, la modifica che dovesse occorrere allo stato quantistico della prima particella avrebbe un effetto misurabile sullo stato quantistico della seconda particella.

Tutto ciò dovrebbe essere di conforto per Tibullo...

Ma facciamo un passo indietro: Libro I, Elegia III...

Tibullo era partito, con Messalla, per una spedizione militare in Oriente ma, durante il viaggio, si ammala e, così, viene lasciato indietro dai compagni.

Colto dal timore dalla morte, si rende conto che non può essere felice lontano da Delia, la donna che ama.

Come nell'Odissea (del resto, anche Tibullo si trova “nella terra dei Feaci”), il tema della lontananza e del ritorno a casa sono predominanti: Tibullo, inoltre, ha paura che Delia non gli resti fedele e lo abbandoni, perché sa di aver contravvenuto ai precetti di Venere per seguire Messalla.

E vediamo, allora, quale speranza custodisce nel cuore....

At tu casta precor maneas, sanctique pudoris
Adsideat custos sedula semper anus.
Haec tibi fabellas referat positaque lucerna
Deducat plena stamina longa colu,
At circa gravibus pensis adfixa puella
Paulatim somno fessa remittat opus.
Tum veniam subito, nec quisquam nuntiet ante,
Sed videar caelo missus adesse tibi.

Ti supplico, resta casta e una vecchia ti segga sempre accanto,
premurosa custode di un santo pudore.
Che ti racconti delle fiabe e, con la lanterna accesa,
tessa con la conocchia lunghi stami.
E, nei pressi, l'ancella, dedita ai lavori pesanti,
poco a poco, vinta dal sonno, abbandoni l'opera.
Possa io, allora, arrivare all'improvviso, senza che nessuno mi annunci,
e presentarmi a te, come se fossi stato inviato dal cielo.


sabato 19 giugno 2021

Shakespeare & Einstein

Doubt thou the stars are fire; Doubt that the sun doth move; Doubt truth to be a liar; But never doubt I love. 

Dubita che le stelle siano fuoco; dubita che il sole si muova; dubita che la verità sia una bugiarda; ma non dubitare mai che io amo. (Hamlet, Act II, Scene 2) 

 Beh, sicuramente Federico II era un genio poliedrico; proviamo, quindi, su questa scia, ad immaginare il confronto suggestivo tra chi, con i suoi poemi, ci ha aiutato, più di chiunque altro, a comprendere l'Universo dei sentimenti umani e chi, con le sue teorie, ci ha aiutato a comprendere le leggi dell'Universo. 

Shakespeare, comunque, come dimostrano i versi di apertura del post di oggi, non era digiuno di astronomia; era amico di Giordano Bruno ( il personaggio “Berowne” nella commedia “Pene d'amore perduto”) e conosceva e apprezzava il Naturalismo Rinascimentale: le tesi del filosofo di Nola hanno contrassegnato le sue opere. 

Che Bruno abbia influenzato i maggiori esponenti della cultura anglosassone del tempo, come Shakespeare e Marlowe, del resto, è indiscutibile; il frate domenicano ha continuato ad esercitare il suo influsso nei secoli: perfino al sottoscritto toccò in sorte, durante un'escursione, descrivere (ahimè, in tedesco!!!), il suo pensiero e il suo monumento in Campo de' Fiori!!! 

D'altro canto Einstein, come ogni vero scienziato, era anche un umanista (nonché, un sottile umorista!!!), attratto dalle tesi di Spinoza e Schopenhauer; ebbe un carteggio con Freud e scrisse vari saggi su scienza, politica e pacifismo (si batté, tra l'altro, contro la sperimentazione della bomba atomica, fianco a fianco di un'altra nostra “vecchia conoscenza”, il filosofo Bertrand Russell), contenuti nella raccolta “Come io vedo il mondo”. 

Ma torniamo al tema odierno... Secondo voi, chi avrebbe l'ultima parola in un'impossibile querelle tra il più grande drammaturgo di tutti i tempi ed il padre della Teoria della Relatività1? Con ogni probabilità, il confronto sarebbe equilibrato: Shakespeare è il re indiscusso della parola (dobbiamo a lui, tra l'altro, i più celebri modismi in inglese) e Einstein, invece, ha dalla sua la solidità scientifica delle proprie argomentazioni. 

Credo, però, che, se proprio debba esserci un vincitore, alla fine Einstein lascerebbe, cavallerescamente, a Shakespeare la corona. 

Ricordate il celebre Sonetto 18? Esatto, quello che inizia con “Shall I compare thee to a summer's day ?”... 

Beh, come tutti sanno, il tema portante è quello dell'immortalità della poesia e non possiamo che concordare. Del resto... 

Logic will get you from A to B. Immagination will take you everywhere. 

La logica ti porterà da A a B. L'immaginazione, ovunque. (A. Einstein) 

 

1When you sit with a nice girl for two hours you think it’s only a minute, but when you sit on a hot stove for a minute you think it’s two hours. That’s relativity.” “Se siedi accanto ad una ragazza carina per 2 ore, ti sembrerà che sia passato solo un minuto, ma se siedi su una stufa calda per un minuto, ti sembreranno due ore. Questa è la relatività.” Questa “spiegazione” della Teoria della Relatività viene attribuita proprio ad A. Einstein!

domenica 7 marzo 2021

Stupor mundi

 E' ora di ripassare un po' di Storia.

Riprendiamo il nostro thread sugli imperi e spostiamoci in Sicilia, perché il protagonista del post odierno, Federico II di Svevia, re di Germania, re di Gerusalemme e imperatore del Sacro Romano Impero, divenne re di Sicilia all'età di 4 anni e, da allora, fu “siciliano” a tutti gli effetti, con buona pace delle sue origini germaniche.

Federico II era coltissimo, parlava 6 lingue (compreso l'arabo) , e con lui la Sicilia conobbe una fioritura culturale ed artistica senza paragoni, divenendo uno dei fari d'Europa.

Con la poesia della Scuola Siciliana nasce, come probabilmente ricorderete, la letteratura italiana.

Federico II fondò, nel 1224, l'Università di Napoli e fu lui stesso un buon letterato; il manoscritto del suo “De arte venandi cum avibus(“L'arte di cacciare con gli uccelli”) è conservato alla Biblioteca Vaticana e, se volete apprezzare le raffinate illustrazioni, questo è il link dell'edizione digitalizzata: De arte venandi cum avis

Federico II ebbe anche una corrispondenza scientifica con Leonardo Fibonacci, che gli dedicò il suo “Liber quadratorum”. 

Riguardo alla sua attività di governo, molti videro in lui un antesignano del sovrano rinascimentale mentre, per una parte della storiografia anglosassone, fu il tipico monarca medioevale, fortemente conservatore.

Di fatto, riformò profondamente la macchina amministrativa della Sicilia, che assunse i connotati di un regno moderno.

Introdusse il monopolio sul sale, il “primo monopolio di Stato” del Medioevo.

In “politica estera”, fece una crociata “sui generis”: Federico II si accordò con il sultano al-Kamil, nipote di Saladino, e così, senza ricorrere a una guerra sanguinosa, ottenne un importante successo diplomatico.

Lo scontro con il papato raggiunse, durante suo regno, l'apice: l'imperatore, che fu scomunicato 2 volte, portò avanti con determinazione la lotta per l'emancipazione del sovrano dal potere della Chiesa.

Nel complesso, considerando il contesto storico, non si può negare che possiamo ritrovare, nel suo regno, molti di quei concetti su cui si basa la nostra idea di Stato moderno. 

Il figlio Manfredi, all'indomani della sua morte, scrisse al fratello Corrado IV : “Il sole del mondo si è addormentato, lui che brillava sui popoli, il sole dei giusti, l’asilo della pace “.

Con Manfredi termina il regno degli Svevi; sarà sconfitto, infatti, a Benevento da Carlo I d'Angiò, fratello del re di Francia, al quale il Papa aveva offerto la corona (la Chiesa non aveva riconosciuto l'elezione di Manfredi, che era subentrato al fratello Corrado IV, erede designato al trono e morto di malaria).

Il figlio di Corrado IV, Corradino di Svevia, ancora ragazzo, cercherà, a sua volta, di riconquistare il trono, ma verrà sconfitto nella battaglia di Tagliacozzo e decapitato.

Carlo venne in Italia e, per ammenda,
vittima fé di Curradino; e poi
ripinse al ciel Tommaso, per ammenda.

E' il XX canto del Purgatorio (vv. 67-69) : Dante accusa, tramite il capostipite (“Ugo Ciappetta“) , la dinastia francese dei Capetingi di ogni sorta di misfatti, dettati da una sfrenata cupidigia (naturalmente, i “per ammenda”, contenuti nei versi, sono ironici...).

Ma questa storia ve la racconterò un'altra volta.

domenica 28 febbraio 2021

Il nipote di Archimede - Le Dionisiache

Confieso que me gustan las fiestas...Del resto, ho sposato una spagnola!!!
Mi piacciono tutte ma, se fossi costretto a sceglierne una, indicherei, senza esitare, il Carnevale.
Frappe, castagnole, ravioli  ripieni di ricotta...Altro che la “madeleine” di Proust!!!!
Però non vi allarmate... La mia “Recherche” sarà breve.
Ricordo ancora bene le prime feste di Carnevale del 4° ginnasio, che si tennero a casa mia. Un mio compagno di classe si recò a salutare mia madre e le consegnò due vassoi stracarichi di frappe.
-Queste, disse, le ha fatte mia sorella. Dubito della riuscita!!!
Inutile dire che non ne restò nemmeno una, a dimostrazione che un po' di fiducia nelle sorelle maggiori, a volte, non guasta!
E passiamo, quindi, dalle prime feste  sotto la sorveglianza “discreta” dei genitori a quelle dell'ultimo anno, la nostra agognata Terza Liceo.
Ci davamo appuntamento, mascherati, davanti al PalaEur (oggi PalaLottomatica), nostro storico punto di raduno, per poi recarci in una delle case al mare  concessaci, per festeggiare in libertà, dai genitori più ottimisti.
In fin dei conti, il Carnevale è una festa dalle origini antiche...I Greci avevano le “Dionisiache” ed i Romani i “Saturnali” (pare che furono proprio i nostri antenati ad inventare le frappe, che si chiamavano, a quel tempo,“frictilia”): quale occasione migliore per fare un po' ripasso???
Rimettiamo, quindi, mano al dizionario di Greco e mescoliamo, come facciamo sempre per divertirci, classico e moderno.
La traduzione, come al solito, ve la farò avere in seguito così, se vorrete, potrete cimentarvi.

Ὁ τοῦ Ἀρχιμήδους υἱωνός
 Τὰ Διονύσια

Δείλης γενομένης συνθεμένοι οἱ παῖδες ἔλασαν εἰς  τὸν στάδιον.
Ὁ Γλαῦκος ἐσκευάζετο ὥσπερ  μέλας ἱππεύς· ὁ παῖς ἐπεβάλλετο μέλαν ἱμάτιον καὶ μέλανα πέτασον καὶ προσωπεῖον.
Ἡ δὲ Ἀσπασία ἐσκευάζετο ὥσπερ Κλεοπάτρη καὶ Νίκανδρος ὥσπερ Ἰούλιος Καῖσαρ· πάντες οἱ παῖδες ἤρξαντο τρέχειν καὶ παίζειν πρὸς ἀλλήλους.
Ὁ Ἰδομενεὺς ἦλθε, σκευαζόμενος ὡς  πειρατής.
Έξαίφνης ὁ βουγάιος ἔβαλε ᾠὰ ἐπὶ τοὺς ἄλλους παῖδας ἀλλὰ  ἐτύπτησε τὸν  ἄρχοντα βαδίζοντα παρὰ τὴν στοάν.
Ὁ Ἰδομενεὺς ἐκκάθηρε τὰς ὁδοὺς  ἕνα μῆνα.
Έν τοῖς Διονυσίοις παίζειν ἔξεστι,oὑκ ὑβρίζειν.

Σ.Δ. 


Il nipote di Archimede

Il Carnevale (Le feste Dionisiache)

Fattosi pomeriggio, i bambini si diressero, come concordato, verso lo stadio.
Glauco si era mascherato da Zorro1; il fanciullo indossava un mantello nero, un cappello nero ed una maschera.
Aspasia, invece, si era mascherata da Cleopatra e Nicandro da Giulio Cesare; tutti i bambini iniziarono a correre ed a scherzare tra di loro.
Giunse Idomeneo, vestito da pirata.
All'improvviso, il bulletto tirò delle uova contro gli altri bambini ma colpì il magistrato che camminava lungo il portico.
Idomeneo pulì le strade per un mese.
Durante le feste Dionisiache scherzare è consentito ,  fare delle prepotenze no.

1 Lett. : "da cavaliere nero", ma l'omaggio al giustiziere mascherato per antonomasia era un atto dovuto 😀