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domenica 19 febbraio 2012

Los moros que trajo Franco..

Restiamo in Spagna perchè in questo paese, dal '36 al '39,  si consuma la tragedia della guerra civile e, nazifascismo da un lato, democrazie dall'altro, saggeranno le loro forze in vista della seconda guerra mondiale.
Eravamo rimasti alla proclamazione della Seconda Repubblica nel 1931; anche la Seconda Repubblica sperimentò una serie di crisi di governo e quando nel 1936 il Fronte Popolare, che radunava le forze politiche della sinistra, vinse le elezioni, le forze conservatrici si ribellarono ed il generale Franco cercò di  impadronirsi rapidamente del paese. La Repubblica provò ad organizzare una difesa e, in qualche modo,  riuscì ad arginare l'offensiva nemica.
Franco era fortemente appoggiato da Hitler e da Mussolini, mentre la Repubblica ricevette, dalle forze alleate, aiuti soprattutto in termini di uomini (Francia e Inghilterra erano restie ad armare comunisti e socialisti), le "Brigate Internazionali";  l'unico paese che forniva di fatto armi ai repubblicani era la Russia (fucili e cannoni di lunga gittata), ma la lontananza complicava i rifornimenti.
L'inferiorità negli armamenti ed i conflitti interni tra "stalinisti" da una parte, "anarchici" e "trotskisti"  dall'altra, porteranno alla caduta della Repubblica, nonostante l'eroica difesa di Madrid, e alla proclamazione della dittatura di Franco.
Moltissimi intellettuali presero parte alla difesa della Repubblica Spagnola e tra questi c'erano anche Ernest Hemingway e George Orwell. Il primo, sulla base delle sue esperienze nella guerra civile, scrisse "Per chi suona la campana" (che poi fu oggetto di una celebre trasposizione cinematografica nell'omonimo film di Sam Wood), il secondo "Omaggio alla Catalogna" che è un dettagliato resoconto delle proprie vicende e dei conflitti all'interno delle forze che difendevano la Repubblica  (e che sarà poi la base del film "Tierra y Libertad" di Ken Loach).
La guerra civile spagnola sarà comunque fonte di ispirazione di molte opere letterarie e cinematografiche; vorrei ricordare uno dei racconti di Sciascia, "L'antimonio", contenuto nel libro "Gli zii di Sicilia", che ispirerà il film "Una vita venduta" di Aldo Florio. Un giovane italiano, in cerca di riscatto sociale, si arruola nell'esercito fascista per la guerra di Spagna, ma...No, non ve lo racconto, nel caso abbiate voglia di leggerlo.

Guernica - Picasso
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lunedì 13 febbraio 2012

La marcia su Roma

Continuiamo il nostro viaggio nella storia del '900 e andiamo in Italia. Anche nel nostro paese, come negli altri, la "Grande Guerra" aveva lasciato un'eredità pesante da gestire. Le difficoltà economiche, l'esercito di reduci ritornati a casa senza prospettive (ricordavamo precedentemente che, nella prima guerra mondiale, il coinvolgimento diretto del popolo fu enorme), uniti alla diffusione delle idee del socialismo (già nel 1892 era stato costituito il partito socialista; nel 1921 verrà poi fondato il partito comunista italiano) erano destinati ad acutizzare le tensioni sociali che metteranno fine al governo liberale e porteranno alla dittatura di Mussolini, dopo la marcia su Roma del 1922 (bisogna dire, in proposito, che il re Vittorio Emanuele III avrebbe potuto facilmente sbaragliare i fascisti in marcia sulla capitale, tuttavia non lo fece e affidò a Mussolini il compito di formare un nuovo governo).
Se da un punto di vista sostanziale il fascismo era originariamente finanziato dai latifondisti dell'epoca come risposta alle rivendicazioni dei contadini, da un punto di vista culturale il fascismo trovò  il suo humus nel Futurismo (1909:  il manifesto futurista di Marinetti): nazionalismo, militarismo, distruzione della cultura borghese diventeranno le parole d'ordine del fascismo. Così, dopo delle elezioni caratterizzate da brogli e violenze, l'Italia entrerà in due decenni di dittatura.
Ma torniamo alla "Marcia su Roma".. Anche in questo caso voglio usare "gli occhi del cinema", suggerendo ai lettori stranieri e ai giovanissimi italiani che non l'hanno visto,  un altro film del maestro Dino Risi, "La marcia su Roma", che prova a ricostruire, senza esasperazioni, attraverso le disavventure di due poveracci, quello che furono quelle giornate per l'uomo comune.



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