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mercoledì 7 dicembre 2011

La follia e la fiducia

Lasciamo per un momento gli eventi storici e torniamo alla letteratura. Tra le opere di spicco di questa prima parte del XVI secolo abbiamo senz'altro l'Orlando Furioso, di Ludovico Ariosto: passiamo quindi dall'Elogio della Pazzia di Erasmo alla Follia di Orlando, reso furioso dall'amore, non corrisposto, per la bellissima Angelica. Angelica conquisterà molti cuori, ma si troverà costretta a fuggire i troppi pretendenti. A tal proposito, vorrei segnalare la sottile ironia dell'Ariosto sui valori cavallereschi che sarà più ampiamente adottata in seguito da Cervantes nel suo capolavoro.


Oh gran bontà de' cavallieri antiqui!
Eran rivali, eran di fé diversi,
e si sentian degli aspri colpi iniqui
per tutta la persona anco dolersi;
e pur per selve oscure e calli obliqui
insieme van senza sospetto aversi.

Bella cosa la fiducia, non c'è che dire...Facciamo però una breve sintesi per chi non ricorda il canto da cui ho estratto il verso.
Rinaldo, anche lui invaghitosi di Angelica, la insegue e Ferraù, vedendo la damigella in pericolo, interviene per "difenderla". Mentre i due ingaggiano un duello, Angelica ne approfitta per fuggire. I due, accortisi del fatto, sospendono il duello e si mettono all'inseguimento della bella insieme, sullo stesso cavallo.
Già con l'Ariosto, siamo ben lontani dai poemi cavallereschi che leggeva l'ingegnoso hidalgo prima di partire per le sue avventure.

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martedì 6 dicembre 2011

Gittò la tonaca Martin Lutero..

Prendo a prestito questo frammento di un verso di Carducci (la vita di Carducci fu abbastanza controversa: in gioventù fu cacciato da scuola per condotta antireligiosa, ma alla fine divenne anche senatore e appoggiò il governo Crispi (altra personalità piuttosto controversa ma, nell'Italia del trasformismo in cui vissero, "cambiare orbita" era abbastanza normale ) ) perchè è un titolo "efficace" per introdurre il mio post. Prima di passare al XVI secolo, non posso però tacere 2 meraviglie che furono realizzate proprio in chiusura del secolo XV: "l'ultima cena" di Leonardo e la "Pietà" di Michelangelo. Mentre Michelangelo inizia a dedicarsi alla Cappella Sistina, in Spagna cominciano le persecuzioni religiose, Erasmo da Rotterdam comincia a dar voce al malcontento per il malcostume della Chiesa Romana e, nel 1519, Martin Lutero pubblica le sue "Tesi". Ne seguiranno lunghi conflitti tra i paesi che aderiscono alla Riforma Protestante e la Spagna che diviene, di fatto, il difensore della Chiesa Cattolica. Ma torniamo a Lutero e ad uno dei suoi argomenti più interessanti: "il sacerdozio universale" (che, tradotto in soldoni, significa che ognuno è sacerdote di sè stesso). Lutero avrà modo più volte di precisare questo suo pensiero (e, forse, di fare almeno un parziale dietrofront in proposito); resta il fatto che con le tesi di Lutero e la Riforma Protestante comincia a svilupparsi anche l'embrione del Capitalismo.