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lunedì 25 maggio 2015

Tra Londra e Glasgow

Continuiamo a parlare di cinema e spolveriamo un paio di film di Ken Loach, uno dei miei registi preferiti.
Ed eccovi , allora, “Riff Raff” and “My name is Joe”, entrambi da vedere.
Cominciamo con il primo... Letteralmente “Gentaglia” (in Italia uscì con il sottotitolo “Meglio perderli che trovarli”), il film è un vero e proprio uppercut all'amministrazione Thatcher. Ma chi farebbe parte di questa “gentaglia”? La gentaglia sarebbe il nuovo sottoproletariato, immigrati regolari e non, tossicodipendenti, ex carcerati e disoccupati cronici (secondo la filosofia che “i poveri sono poveri per colpa loro”). Peccato però che mentre i “Riff Raff” si contendono quel poco lavoro che c'è, prosperano i caporali e gli investitori, non si rispettano le più elementari norme di sicurezza nei cantieri, i contributi previdenziali non vengono versati, e ciò che era nato con una finalità sociale viene messo in mano agli speculatori.
Esploriamolo quindi il mondo dei "Riff Raff", un mondo fatto di degrado e di sogni nel cassetto (alcuni impossibili, altri più a portata di mano), di grettezza e solidarietà spontanea, di drammi, piccoli e grandi, e di risate esilaranti, perché il merito del regista è quello di dipingerlo in modo efficace e di dare una voce a gente ormai estromessa dal circuito dei mass media.
E, in fin dei conti, anche Joe, ex alcolizzato in cerca di un riscatto, fa parte dei Riff Raff.
Il protagonista di “Riff Raff” e quello de “Il mio nome è Joe” sono, poi, degli idealisti e cercano entrambi le stesse cose: vogliono innamorarsi ed avere qualcosa dalla vita. Ma quando vengono messi alle strette e si ribellano alle regole di un gioco ingiusto, la loro rivolta è sterile ed i loro sogni svaniscono in un batter d'ali.

giovedì 6 febbraio 2014

Vento d'Irlanda

Facciamo un po' di storia e facciamola, come spesso avviene, attraverso gli occhi del cinema.
Il film scelto è “The Wind That Shakes the Barley “ (tradotto letteralmente “Il vento che scuote l'orzo”) di Ken Loach (2006) ed il tema affrontato è la guerra d'indipendenza irlandese (e la conseguente guerra civile), attraverso le vicende di due fratelli, gli O'Donovan.
In una terra dove gli inglesi la fanno da padroni cresce la rabbia dei giovani irlandesi e Damien, medico in procinto di trasferirsi per lavoro a Londra, decide di non prendere il treno e si unisce alla brigata dell'IRA comandata dal fratello Teddy.
Prendere o non prendere un treno può cambiare radicalmente la tua vita, l'avevamo già visto in un post precedente.
Brutalità e ritorsioni si susseguono, ma alla fine gli inglesi sono costretti a ritirarsi e a concedere all'Irlanda un po' di autonomia (siamo nel 1921). A questo punto l'esercito repubblicano si spacca: c'è chi si accontenta sperando di ottenere più autonomia in seguito e chi invece vorrebbe continuare la lotta fino alla conquista dell'indipendenza assoluta. Ma oltre che sulla strategia di medio-lungo termine, la divisione è proprio sugli obiettivi: da un lato la borghesia vorrebbe limitarsi a cambiare la bandiera e a mantenere le cose più o meno così come stanno e dall'altro gli oltranzisti vedono nella guerra la possibilità di mutare gli equilibri sociali (il livello di denutrizione infantile in Irlanda era piuttosto alto).
E questa divisione spacca anche gli O'Donovan e così Damien, ritenendo di essersi spinto troppo oltre per accettare il bicchiere mezzo vuoto, si ritrova dalla parte di coloro che vorrebbero continuare la guerra e Teddy, che è più realista e che preferisce portare a casa comunque un risultato piuttosto che correre il rischio di far tornare l'esercito inglese, si schiera con coloro che sono favorevoli al trattato con l'Inghilterra.
Scoppia quindi la guerra civile e sarà proprio Teddy a comandare il plotone di esecuzione che ucciderà Damien.
Ed è la logica, drammatica conclusione dell'eterno conflitto tra ideali e realpolitik che ritroviamo praticamente in ogni guerra/rivoluzione: il vero idealista è matematicamente condannato all'autodistruzione... Damien potrebbe salvarsi e vivere i suoi giorni con la donna che ama, ma non vuole: dal momento in cui ha giustiziato un suo amico d'infanzia, colpevole di aver rivelato, sotto pressione, i nomi dei componenti della brigata all'intelligence inglese, sente di essere giunto in un vicolo cieco dal quale può uscire solo con la morte.. Il compromesso per lui è inaccettabile, le suppliche del fratello, che vorrebbe salvarlo, inutili e noiose.