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venerdì 9 dicembre 2011

C'era una volta un re, anzi un principe...

Passiamo rapidamente alla Realpolitik, perchè proprio mentre More sogna la sua Utopia, Macchiavelli scrive il suo trattato di dottrina politica. Centrale nel pensiero di Macchiavelli è il rapporto tra l'uomo ed il male: l'uomo è malvagio e quindi cambia il concetto stesso di virtù: la virtù diviene quell'insieme di competenze che permettono al Principe di interagire di volta in volta con gli eventi per fare il bene dello Stato. Sul perchè Macchiavelli, che credeva nei valori repubblicani, abbia teorizzato l'instaurazione di un principato assoluto, ci sono idee contrastanti: per alcuni fu la triste consapevolezza della situazione in cui versava l'Italia del suo tempo che gli fece auspicare l'avvento dell'uomo della "Provvidenza".. A me piace più l'interpretazione di Foscolo, che nei Sepolcri  ci ammonisce di non lasciarci abbagliare dallo scintillio del potere:

........
Io quando il monumento
vidi ove posa il corpo di quel grande
che temprando lo scettro a’ regnatori
gli allòr ne sfronda, ed alle genti svela
di che lagrime grondi e di che sangue;
 
 
In effetti "Il Principe" (Re,Dittatore, ecc.), conosce già probabilmente molti dei precetti contenuti nel trattato..Macchiavelli quindi mette a disposizione di tutti quello che i governanti conoscono già affinchè la gente non si lasci facilmente abbindolare. E su che cosa fa leva il Principe per ingannare i suoi sudditi? Sulla loro umanità; il Principe conosce bene le debolezze dell'uomo, che sono poi:
  • Credulità 
  • Istinto di autoconservazione 
  • Mancanza di individualità 
  • Volubilità

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